i coltivatori custodi

dice l’articolo  9 della legge della Regione Toscana n° 64 del 16 novembre 2004

Coltivatore custode

1. Ai fini della presente legge si definisce coltivatore custode chi provvede alla conservazione in situ delle risorse genetiche a rischio di estinzione iscritte nei repertori.

2. Il coltivatore custode:
    provvede alla messa in sicurezza della singola risorsa genetica proteggendola e salvaguardandola da qualsiasi forma di contaminazione, alterazione o distruzione;
    diffonde la conoscenza e la coltivazione delle risorse genetiche di cui è custode, attenendosi ai principi di cui alla presente legge;
    effettua il rinnovo dei semi di specie erbacee conservati nella Banca regionale del germoplasma.

3. L’incarico di coltivatore custode è conferito a seguito della iscrizione in apposito elenco tenuto dall’ARSIA

4. Nella scelta del coltivatore custode sono favoriti i membri delle comunità locali
tradizionalmente impegnate nella conservazione delle risorse genetiche toscane, e
chi abbia provveduto alla loro riscoperta.

5. La riproduzione di risorse genetiche effettuata dai coltivatori custodi avviene
presso le zone originarie di prelievo o quelle riconosciute come tradizionali luoghi di
presenza della coltivazione.

6. In caso di necessità e urgenza l’ARSIA può provvedere per fini di pubblico
interesse all’immediata riproduzione in campo di una varietà in via di estinzione.

7. Con il regolamento di cui all’articolo 12 sono disciplinati:
    le modalità di iscrizione all’elenco di cui al comma 3;
    i requisiti oggettivi e soggettivi necessari per ricoprire e per mantenere l’incarico di
coltivatore custode;
    le modalità di eventuali rimborsi spese per attività prestate dal coltivatore custode.

Insomma, i Coltivatori Custodi sono contadini e contadine di piccole aziende, o privati, che hanno a cuore la salvaguardiadella biodiversità alimentare e si adoperano nella coltivazione di specie e varietà delicate e preziose, esposte al rischio di estinzione a causa della bassa resa o di difficoltà particolari nel processo di produzione. Sono oltre 100 in tutta la Toscana, e dal 2004 sono riusciti a salvaguardare quasi 150 tra piante (soprattutto orticole e frutticole) ed animali (soprattutto pollame ed animali da cortile). Oltre a riprodurli promuovoni incontri per lo scambio di sementi, l’informazione sui sistemi di coltivazione, la promozione presso osterie e ristoranti di piatti che non venivano più preparati a causa della scomparsa degli ingredienti principali.

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