centometridalfagiolo

….il profondo radicamento del fagiolo rosso di Lucca sul territorio lucchese, i coltivatori che lo producono, i luoghi di coltivazione…sono per me motivi di grande interesse:

Mi piace vedere quello che succede nei campi, la polvere e i profumi dell’aratura, la preparazione alla semina, la cura, il raccolto, la selezione, le macchine… soprattutto le persone che ci lavorano, le mani esperte, i volti.
Ma anche il contesto che circonda “i campi del Rosso”, tutti coltivati, quasi tutti strappati all’acqua con intense e precise opere di bonifica.
A soli cento metri dalle coltivazioni c’è però un posto “diverso”, inaspettato: non più terra da arare, solchi e zolle, ma solo acqua, che pian piano sì è ripresa un po’ di terra che le era stata rubata. La clip è un piccolo contributo a questi luoghi.
Ma anche alle persone che su questi luoghi ci lavorano.

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La bonifica

centometridalfagiolo1Mi dice: che vuoi dire quando dici che questo è il paesaggio della bonifica?

Che è tutto piatto, che non è normale, qui.
Ci sono canali dritti, si vede bene adesso perchè i campi sono arati e rimangono ciuffi di erbe fiorite proprio adesso, dritti, di cima a fondo.
In primavera ci vanno le farfalle e tutti gli altri insetti impollinatori (me l’ha insegnto Francesco) e ci sono siepi di rovo meravigliosamente fiorite di rosa, tutto intorno.
In autunno i migratori si fermano per le utime bacche e poi restano lì. Non si sta male. Tra le canne e la typha.

E poi ci sono alberi, tutti in fila, sempre gli stessi alberi per la bonifica.

Qui sono pioppi, sopratutto. Pioppi bianchi. E poi ogni tanto una macchia scura, che è un piccolo gruppo di ontani neri come quando c’era il lago o la palude.
E poi ogni tanto c’è una casa, isolata, non gruppi di case. Le case più vecchie.
Se la pianura fosse già stata lì, prima degli uomini, ci sarebbero stati gruppi di case o un paese, davvero. E invece san Ginese, il paese, è sul colle. Tutto in cima perchè c’era il lago.
Quelle nuove e i capannoni sono anche qui, nel paesaggio della bonifica, ma quelle vecchie no. sono sul colle, intorno alla chiesa di san Ginese.

E poi ci sono le strade, strade bianche, pensili, cioè, più alte del campo, che è meglio se non vanno sott’acqua  nel caso che piova molto, come ha piovuto quest’inverno.
Intorno al colle di san Ginese c’è il paesaggio della bonifica e fino a metà ottocento c’era un lago. Il secondo lago più grande della Toscana. il lago di Sesto. ma servivano campi da coltivare a metà ottocento ene avevano abbastanza di zanzare, canniccio e ranocchie. E per andare a Pisa era meglio la ferrovia.